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VERONESI – Corriere della Sera

 

foto veronesiVeronesi Corriere della Sera, di seguito si riporta l’articolo sull’argomento:

Oltre 200 milioni di gettito in meno per lo Stato nei primi 3 mesi del 2013. Causa: il mancato incasso di accise sui tabacchi, pari a un calo del 7,65. E si stima che il 40% di questi 200 milioni siano da imputare alla diffusione delle sigarette elettroniche. Il dato, diffuso lo scorso 21 aprile, viene dal Dipartimento delle Finanze. Una buona notizia, che nessuno ha però sottolineato. Anzi gli umori sono quelli di una notizia ferale. Ma come? Diminuiscono i fumatori e non si gioisce? Annuisce Umberto Veronesi, direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia: «Non ho sentito alcuna voce levarsi a sottolineare che verosimilmente l’uso della sigaretta elettronica ridurrebbe il drammatico numero di 30.000 morti per tumore del polmone che si registrano ogni anno». L’ex ministro della Sanità di un ormai lontano governo Amato ha ragione: ci fosse una riduzione del fumo pari solo al 10% si eviterebbero 3.000 decessi all’anno. È solo una provocazione numerica, ma serve per far riflettere. «Già solo con il calo di vendite del primo trimestre si potrebbero ipotizzare in proiezione circa mille morti in meno». Solo grazie a quel 40% in meno di vendite influenzate dalla diffusione della sigaretta elettronica . «E se anche volessimo dimenticare il dolore e l’intera dimensione umana della malattia ? continua Veronesi ?, va considerato che ogni malato di cancro polmonare costa allo Stato mediamente 200.000 euro (tra chirurgia, radioterapia e chemioterapia, oltre alla mancata produttività sul lavoro). E che l’insieme dei casi evitati significherebbe un risparmio di 600 milioni di euro all’anno. È evidente che lo dico come provocazione, ma voglio sottolineare che 3.000 vittime in meno di tumore polmonare ogni anno sarebbe un grande successo».E questo grazie anche alla sigaretta elettronica che, viste le minori entrate dalla vendita di tabacchi, sembrerebbe funzionare. Un’ombra si proietta sulle analisi degli esperti istituzionali che si sono espressi negativamente nei confronti della «bionda» elettronica. Si ipotizzano rischi per la salute, ma di ciò non v’è certezza. Mentre è certo il calo numerico di sigarette tradizionali vendute. «Tutti siamo consapevoli ? dice ancora Veronesi ? che la soluzione per la sconfitta di questo tumore, big killer numero uno al mondo, è convincere la popolazione a smettere di fumare o a non iniziare mai. Ma questo non succede malgrado 50 anni di campagne antifumo. Quindi se la sigaretta elettronica appare come una via percorribile per la disassuefazione, siamo moralmente obbligati a percorrerla. Tutti gli strumenti per smettere di fumare devono essere studiati con rigore e nel rispetto della tutela della salute, ma con determinazione e metodo. Senza pregiudizi». Come considera uno Stato che guadagna dalla vendita delle sigarette? «Alcuni avvocati mi hanno suggerito che si potrebbe accusare lo Stato per strage. Forse bisognerebbe farlo, almeno come forma di protesta. Come è possibile che venda ai cittadini prodotti che possono anche uccidere? Questa azione va contro l’articolo 32 della Costituzione. E indicare la sua azione letale con una scritta (il fumo uccide) non solleva certo dalle responsabilità». Non è facile, comunque, far smettere un fumatore che non ha la volontà di farlo. «Credo che vada aiutato in ogni modo ? conclude l’oncologo ? anche se non riesce a smettere. Per questo mi sono impegnato per la diagnosi precoce del tumore polmonare. Per i forti fumatori o ex fumatori oggi esiste una possibilità concreta di salvezza. C’è lo studio nazionale Cosmos 2 che offre loro gratuitamente gli esami più avanzati per l’anticipazione della diagnosi. Che significa, è stato dimostrato, salvare la vita e la sua qualità».

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